Tra il 2013 e il 2015 ho realizzato una serie di ritratti di spalle nelle metropolitane di Roma. L’idea è nata da un’osservazione quotidiana: prendevo la metro ogni giorno, più volte al giorno, e mi sono reso conto che nei percorsi obbligati delle stazioni, di fronte a sé si hanno solo persone di spalle. Dal tornello al vagone, si avanza sempre dietro qualcuno, condividendo lo stesso tragitto senza mai incrociarne lo sguardo. La stazione della metropolitana, paradigma del non-luogo, impone una direzione che genera una coreografia involontaria di corpi anonimi. Il progetto esplora il concetto di anonimato urbano e la distanza relazionale negli spazi metropolitani, restituendo una visione alternativa del ritratto, dove l’identità si gioca nell’assenza del volto.
Sottofondi è stato distribuito in forma di stampe cromogeniche, in un numero limitato.
Quello presentato qui è un estratto del progetto complessivo, se vuoi vedere il resto scrivimi!
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