Ho cominciato a fotografare l'incrocio sotto casa nel 2024, dalla stessa finestra, con la stessa identica inquadratura. Finora ho collezionato migliaia di fotografie, e continuo a collezionarle.
È un progetto sul tempo, sul suo passare silenzioso e inesorabile, sul modo in cui lo abitiamo senza rendercene conto, sul suo stratificarsi nei dettagli minimi che spesso ci sfuggono. È una ribellione gentile contro la società della fretta, contro l’ossessione di non perdere tempo, contro quella corsa in apnea che ci fa dimenticare da dove veniamo e dove stiamo andando.  Perché mentre lo spazio lo riconosciamo prevalentemente nella sua immutabilità, il tempo lo percepiamo principalmente attraverso il cambiamento. 
E perché, forse, non siamo noi a misurare il tempo.  Forse è il tempo stesso a misurare noi.
Quello presentato qui è un estratto del progetto complessivo​​​, se vuoi vedere il resto scrivimi!
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