Questo progetto nasce nel 2021, nel momento di massima esposizione mediatica degli NFT. Sentivo l’esigenza di creare un instant project che criticasse un ecosistema digitale saturo di contenuti inutili, responsabile di un impatto ambientale reale e significativo legato all’uso di combustibili fossili. Ho deciso quindi di realizzare un catalogo di immondizia trovata per strada, per poi metterla in vendita come NFT su OpenSea.
La spazzatura, vero prodotto ultimo del consumismo, diventa una metafora della sovrapproduzione che caratterizza tanto il mondo reale quanto quello digitale. Il progetto è stato disponibile all’acquisto per un periodo limitato di un mese, durante il quale gli utenti potevano acquistare un singolo pezzo di immondizia o combinarli tra loro, fino a creare la propria discarica personale.
Di chiara natura provocatoria, il progetto non aveva come obiettivo la vendita effettiva degli NFT, quanto la rappresentazione di un paradosso: in un mercato digitale saturo, inquinante e basato sulla speculazione, è tuttavia possibile proporre una collezione che non mente — ciò che si vende è esattamente ciò che si ottiene.
Quello presentato qui è un estratto del progetto complessivo​​​, se vuoi vedere il resto scrivimi!
Invia!
Grazie! Ti risponderò il prima possibile
Back to Top